Reggi chiama a raccolta i renziani piacentini. Matteo? Può battere Berlusconi

Hanno risposto in tanti, anche quelli che non ti aspetti come Luigi Gazzola e Patrizia Calza che, dal fondo di una sala piena in ogni ordine di posto, hanno ascoltato le parole di Roberto Reggi.

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Il momento politico nazionale è molto delicato e l’ ex sindaco ha chiamato questa sera a raccolta in S. Ilario, sia i renziani che coloro i quali non sono stati aperti sostenitori del sindaco di Firenze. 

Tra questi anche il primo cittadino di Piacenza, Paolo Dosi, presente all’ incontro perchè come dice egli stesso non può far finta di niente.

“Non è possibile ignorare questa che è una delle componenti importanti del PD – dice – e io, come appartenente a questo partito e come sindaco, devo ascoltare tutti e dialogare con tutti, cercando di valorizzare quelle proposte nuove e diverse rispetto a quelle che la politica è in grado di dare.

Questa componente non può essere ignorata o marginalizzata. Se Renzi potrebbe essere colui il quale sconfiggerà Berlusconi non lo so ma egli ha avuto la capacità di proporre dei temi, raccogliendo grande consenso e attenzione parlando a un elettorato non consueto per il PD”.

Roberto Reggi, vuole fare il punto della situazione perchè, come egli stesso ha affermato, a Piacenza c’è stata una campagna elettorale permanente, prima per le elezioni amministrative, poi per le primarie del Centrosinistra e infine per le politiche. Ora cerchiamo di riflettere su quanto è successo in quest’ultimo anno.

Secondo Reggi bisogna abbandonare le “liturgie” di un certo tipo di politica e concentrarsi sulla grande voglia di partecipazione che è emersa proprio nel corso di questa tornata elettorale. Una forma di partecipazione nuova che sia in grado di intercettare i bisogni dei cittadini.

L’ ex sindaco di Piacenza precisa poi di voler rimanere nel PD e di volerlo cambiare dall’ interno, migliorandolo, così come quella base che nel partito è con Matteo Renzi, a dispetto dei vertici che “a giudicare da come lo trattano – dice Reggi – sembra che non lo vogliano, anche se apprezzano la sua franchezza e lealtà”.

Sull’ ipotesi di un secondo giro d’ Italia, a bordo del camper renziano, che potrebbe ripartire nell’ eventualità di nuove elezioni, è convinto che Matteo Renzi non solo possa sfidare Berlusconi ma possa anche batterlo nell’ eventualità di una nuova tornata elettorale.

Il Cavaliere, proprio per questo motivo, sarebbe disposto anche a fare accordi contro natura lasciando il Paese in una sostanziale situazione di ingovernabilità. “Allo stesso modo di Matteo – dice Reggi – la pensano anche gli italiani, gli imprenditori e le persone di buonsenso”.

Anche nel PD piacentino l’ aria che tira non differisce da quella delle altre città: quella di “una sostanziale incomprensione di quello che sta succedendo, e di un atteggiamento di attesa verso qualcosa”, nella speranza che sia risolto da qualcun altro.

Il braccio destro di Renzi non crede che si possa aspettare ancora a lungo in queste condizioni e lancia un accorato appello a “diventare noi stessi protagonisti del cambiamento“. 

Questo cambiamento potrebbe anche passare per una figura forte che potrebbe occupare il Quirinale e siccome Renzi non ha fatto finora alcun nome, ma tracciato solo un “identikit” del Presidente ideale, noi abbiamo chiesto a Reggi di rivelarci l’ identità di chi potrebbe corrispondere alle caratteristiche del profilo dettato da Renzi. “Io, personalmente, ci vedo una coincidenza con Romano Prodi ma non solo con lui”.

Secondo Reggi ci vuole una figura di grande rilevanza, di statura internazionale e riconosciuta nel mondo e poi torna indietro di sette anni: “anche Napolitano non venne eletto da tutti. Allora proprio il PD non lo riconobbe mentre oggi lo riconosce eccome. Io chiedo al PDL di fidarsi e non porre veti dettati da accordi più che da volontà precise”.