Le organizzazioni sindacali territoriali del trasporto pubblico locale hanno richiesto l’ attivazione urgente della Commissione Tpl, possibilmente in tempi brevi, a seguito delle dimissioni dell’Amministratore Delegato Claudio Ferrari e del Consigliere dei soci privati, Laurence Le Blanc, che di fatto azzerano il cda di Seta e ne mettono in discussione il futuro, per un confronto sui seguenti argomenti :
- Prospettive future del T.p.l. nel bacino di utenza di Piacenza;
- Rispetto delle tutele occupazionali nel TPL di Piacenza;
- Rispetto degli impegni assunti dagli Enti Locali di Piacenza, Modena e Reggio Emilia, relativi alla fusione Seta.
Le Segreterie Territoriali che hanno avanzato la richiesta sono: Filt – Cgil – Fit Cisl – Uil Uiltr. – Faisa Cisal – Ugl Trasporti.
“I livelli di improvvisazione e gli errori di tipo tecnico e gestionale, che su impulso della Regione, hanno portato alla nascita frettolosa di Seta ne determinano oggi lo stato confusionale in cui la stessa versa”, lo afferma l’on. Tommaso Foti, consigliere comunale del PdL.
“Scarsa trasparenza sui conti, sul budget e sul piano industriale, assenza di un piano di rilancio credibile: queste manchevolezze, che hanno accompagnato la nascita di Seta – continua l’esponente azzurro – non sono venute meno, inducendo i soci privati ad abbandonare il consiglio di amministrazione della società. Un fatto gravissimo e dalle pesanti conseguenze, quanto meno sul piano amministrativo, di fronte al quale i soci pubblici, a partire dal Comune di Piacenza, non possono fare finta di non vedere.”
“Ciò che appare veramente sconsolante – continua Foti – è che a soli otto mesi dalla sua costituzione in Seta volino già gli stracci. Non a caso a Reggio Emilia si accusano i soci di Modena e Piacenza di non avere rispettato gli impegni assunti, a Modena si accusano invece i soci di Reggio e Piacenza, da noi si tace, il che legittima il sospetto che non si abbia alcun argomento a difesa.”
“Nessuno pensi di saccheggiare i bilanci dei nostri enti locali pur di fare ripartire Seta – sostiene l’esponente del PdL – né tanto meno di fare pagare ai cittadini, con meno corse e biglietti più cari, il prezzo di una gestione che dopo pochi mesi si è dimostrata del tutto insoddisfacente.”
“Mi dispiace – conclude Foti – avere visto lungo e chiaro anche su Seta: ora, ciò che rileva è che tutti a partire dalla Regione mettano le carte in tavola e si verifichi, una volta per tutte, se ci sono le condizioni per continuare l’esperienza di Seta o sia meglio dirsi addio.”