Il sindaco: “Strumentali e immotivate le polemiche del consigliere Polledri

"Ancora una volta, il consigliere comunale Massimo Polledri incorre, con le sue dichiarazioni, in un banale errore: nel tentativo di infangare il lavoro della Giunta, fa torto innanzitutto a se stesso, dimostrando di avere scarsa memoria e rivelando, attraverso una strumentale polemica di natura politica, la propria inaffidabilità nei confronti dei piacentini".  E’ duro, il commento del sindaco Roberto Reggi alla nota diffusa ieri dal parlamentare e consigliere comunale della Lega Nord, nella quale si esprimono accuse – "fini a se stesse e immotivate", a parere del primo cittadino – relative all’operato dell’Amministrazione comunale. "Da sempre – chiarisce Reggi – credo che il confronto dialettico e la critica rappresentino il fondamento della democrazia, ma trovo inaccettabile che a farne le spese sia la collettività. Non capisco, innanzitutto, per quale motivo Polledri non abbia esternato il giorno prima in sede di Consiglio comunale, che mi pare la più opportuna per garantire la chiarezza e la serietà del dibattito pubblico, le sue perplessità sulla zona di via Roma e sull’attività dell’Agenzia di Sviluppo, affidandole invece a un comunicato emesso successivamente". "Inoltre – prosegue il sindaco – non posso lasciar cadere le accuse di immobilismo per quanto riguarda la realizzazione del secondo ponte sul Po: ben due volte ho scritto al Ministro competente per sollecitare un incontro sulla questione, chiedendo anche l’intervento dell’onorevole Polledri per favorirne la convocazione. Purtroppo, ho dovuto constatare il suo totale disinteresse in proposito, comprendendo così che né io né i piacentini possiamo contare sul suo impegno, sempre subordinato a ragioni di appartenenza politica"."Infine – conclude Reggi – credo che l’ennesima contaddizione nelle dichiarazioni del consigliere e parlamentare leghista sia quella inerente al Festival del Diritto: ribadisco che la manifestazione è un patrimonio culturale che appartiene a tutti, e sono orgoglioso che si sia discusso di temi vitali per la società contemporanea. Tuttavia, sorge il dubbio che Massimo Polledri abbia seguito un’altra kermesse e abbia preso lucciole per lanterne, poiché sia il pubblico che numeroso ha ascoltato gli incontri, sia i media che hanno dato ampio risalto al Festival, hanno riscontrato un dibattito serio e di alto livello, certo non quelle che egli denuncia come aperture all’Islam, al testamento biologico, all’eutanasia o ai matrimoni gay. Questioni sulle quali vorrei comunque dire al consigliere Polledri che sono inutili le chiusure pregiudiziali, ma occorre un confronto pluralista".

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