Banda del grimaldello bulgaro, condanne per oltre 50 anni di carcere

Dieci condanne per oltre 50 anni di carcere, un patteggiamento e tre assoluzioni. Questo il bilancio del processo che vedeva alla sbarra i componenti della cosiddetta gang del Grimaldello bulgaro, la banda di professionisti specializzati nei furti smantellata dai carabinieri al termine di una lunga e complessa indagine. La sentenza è stata pronunciata questa mattina (17 marzo) dal giudice Giuseppe Bersani nei confronti dei quattordici imputati giudicati con rito abbreviato. L’operazione dei militari dell’Arma – che risale all’autunno scorso e che aveva permesso di scoprire i presunti responsabili di 21 colpi messi a segno in particolare in abitazioni – aveva portato a un totale di otto arresti e 19 denunce con capi d’accusa che vanno dall’associazione per delinquere, al furto aggravato, fino allo spaccio e alla ricettazione. In totale si tratta di trentanove capi d’imputazione. Ecco nel dettaglio le pene: le pene più alte, per associazione  delinquere finalizzata al furto, sono state inflitte a G.B. (14 anni e 4 mesi per furto e spaccio), V.B. (8 anni e 8 mesi) e A.A. (11 anni e 6 mesi per furto e spaccio); 3 anni e 3 mesi per E.B.; 8 anni e 2 mesi per C.F. (furto e spaccio); 3 anni e 10 mesi per P.T. (ricettazione); 3 anni per M.D.; 2 anni e 6 mesi per P.F.; 3 anni per D.C. (ricettazione); un anno e 4 mesi per G.B.. Assolti M.M., O.Z. e G.A.

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Dalle indagini era emerso che l’organizzazione era studiata in modo quasi scientifico: c’era chi riceveva informazioni certe, chi progettava i furti studiando i sistemi di allarme e la location, alla fine le merce veniva passata immediatamente ai ricettatori. Oltre a Piacenza, alcuni episodi sono avvenuti in provincia di Lodi, Cremona e Pavia, dove sono state prese di mira alcune case di riposo. Dalle indagini è emerso anche che la gang metteva a segno solo colpi di una certa rilevanza; i furti erano studiati per portare via oro e contanti, puntando a grandi profitti.