La marcia degli “scalzi” di Piacenza per i migranti: “Solidarietà necessaria”

 Singolare l'iniziativa organizzata le varie sigle sindacali e molte associazioni del piacentino, oltre a Sinistra Ecologia e Libertà e Rifondazione Comunista e alcuni singoli ieri, giovedì 24 settembre: la Marcia delle donne e degli uomini scalzi. Già svolta lo scorso 11 settembre in 75 città d'Italia, a Piacenza è stata rimandata a ieri, in concomitanza con l'inaugurazione del Festival del Diritto. Infatti proprio le parole "diritto" e "futuro", cardine di questa edizione del Festival, hanno spinto gli organizzatori a posticipare la data, per porre all'attenzione della società i diritti e il futuro di questi profughi. 150 persone si sono riunite alle 18 davanti alla stazione per poi costeggiare i Giardini Margherita e arrivare in Piazza Duomo, passando per via Roma. Alcuni con le scarpe , altri scalzi, hanno girato per le strade di Piacenza con la sola bandiera della Pace, senza segni distintivi della varie associazioni. In Piazza Duomo tutto si è concluso verso le 19, con due interventi, da una parte Roberto Lovattini, che a nome degli organizzatori ha parlato del senso della manifestazione, ovvero quello di "dimostrare solidarietà ai migranti e di chiederne il riconoscimento dei diritti" ma anche quello di "chiedere all'istituzioni italiane ed europee delle soluzioni serie per quanto riguarda questa tematica". Dall'altra invece è intervenuto Davide, esponente dell'Unione degli Studenti, che ha criticato fortemente i partiti "che fanno campagna elettorale sull'immigrazione, sia a favore che contro, per poi evitare di parlare dei 600 miliardi di evasione fiscale e corruzione che tuttora ci affliggono" e ha concluso ribadendo che "non è una questione di carità, ma di giustizia sociale e di rispetto della dignità umana".
Alla fine della manifestazione, lo striscione che apriva il corteo è stato esposto in Piazza Cavalli, dove si stava svolgendo l'incontro con il presidente emerito Giorgio Napolitano.

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