Venerdì 28 novembre alle 18 sarà presentato il volume di Maurizio Sesenna: 25 anni di Rosso Tiziano. 25 anni di attività, 220 Mostre di arte contemporanea e moderna dedicate a 319 tra pittori, scultori, incisori e fotografi italiani e stranieri, compresi i numerosi piacentini. 22 tra cataloghi e monografie.
Maurizio Sesenna aprì la Galleria il 12 Novembre 1989, assumendo positivamente anche alcune opportunità: si affiancava all’attività ventennale della Galleria Braga (attiva dal 1966 al giugno 2002), che aveva nutrito un pubblico esperto e maturo, si rapportava con iniziative congiunte ai Musei in Palazzo Farnese aperti da poco, precorreva in parte le scelte della Galleria di Enrico Mazzoni, avviata otto anni dopo e specializzata in arte contemporanea piacentina, soprattutto nel campo non figurativo e informale.
Nello stesso tempo e modo egli dischiudeva il meraviglioso spazio della chiesa medioevale dedicata ai martiri SS. Nazzaro e Celso, salvandola da un crudele inarrestabile declino per una rinnovata funzionalità rivolta al godimento e al decoro pubblico. Aveva un progetto forte, lui, nato per la musica e il canto: voleva offrire alla gente incontri, esperienze, sorprese, riscoperte di grandi artisti e scoperte di giovani portatori di nuove tecniche, di nuovi generi, di nuovi contatti. Era una sfida che lanciava a sé stesso tra le incognite del settore e di fronte a un pubblico virtuale, ma egli era lealmente ottimista e si circondò subito di giuste collaborazioni e consulenze, tra cui l’indimenticato risolutore di pluriproblemi Tillo Aspetti e Armodio, pittore superstar.
Così è stato. Lo SPAZIO (con significato più ampio di Galleria) ROSSO TIZIANO è diventato un polo culturale della città, in cui oltre alle mostre d’arte si sono tenuti concerti, presentati libri e cataloghi con i loro autori, recitate pièces teatrali, discussi temi urbanistici e sociopolitici per scuotere la città, soprattutto tenuti incontri con pubblico, artisti, giornalisti e critici che hanno tenuto alto il livello di scambio culturale, fattore di fondamentale importanza in una società distratta dalla cultura, pervasa da raggelanti individualismi come da materialismi lucrativi e anestetizzata dai media.
E’ stata in tutti questi anni un’oasi in cui l’occhio, la mente e il cuore hanno sempre trovato diletto e piacevole accoglimento. Per questo bisogna festeggiare e riconoscere pubblicamente le benemerenze di un cittadino per la promozione dell’arte in un monumento salvato.