“Quali rifiuti vengono bruciati a Tecnoborgo?”, l’interrogazione di Putzu

Il consigliere comunale del Pdl, Filiberto Putzu ha presentato un’interrogazione in Consiglio nella quale chiede, al sindaco e all’amministrazione, di conoscere i dettagli dello smaltimento di rifiuti dell’inceneritore di Tecnoborgo. Si tratta di una serie di delucidazioni che arrivano dopo le polemiche sorte tra i comuni di Piacenza e Parma, sullo smaltimento dei rifiuti ducali se non venisse completato l’impianto di Uguzzolo. Ma soprattutto dopo la denuncia del Movimento 5 Stelle che, tramite i suoi tre consiglieri comunali piacentini, nei giorni scorsi rese noto come, dal 2010, l’inceneritore di Piacenza già smaltisse rifiuti provenienti da Parma.

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L’INTERROGAZIONE DEL CONSIGLIERE PUTZU

Premesso che   Piacenza si è da tempo  dotata di un impianto termovalorizzatore  che consente l’incenerimento con recupero energetico di rifiuti (urbani, speciali assimilabili agli urbani, fanghi biologici prodotti da impianti di depurazione e rifiuti sanitari );

Considerato che   in questi giorni la stampa ha riportato dichiarazioni contradditorie di vari esponenti politici in merito a rifiuti che sarebbero afferiti al nostro impianto;

Considerato che   l’Assessore Regionale Sabrina Freda ha dichiarato che a Piacenza si bruciano rifiuti di altri territori,  “rifiuti speciali giá trattati e non urbani”;

Considerato che   da tale dichiarazione traspare una sorta di valutazione su una supposta minore pericolositá di tali rifiuti, ed in ogni caso é necessario spiegare cosa si intenda per “rifiuti speciali giá trattati”;

Ricordate   le dichiarazioni sia dell’ex  Sindaco di Piacenza Roberto Reggi che dell’attuale Paolo Dosi in merito all’autosufficenza e al fatto che nel nostro inceneritore non vengano bruciati materiali di provenienza esterna al nostro territorio;

Considerato che   i rifiuti urbani sono i rifiuti domestici delle abitazioni civili, ed i rifiuti speciali invece sono quelli derivanti da attività industriali, artigianali, sanitarie, agricole, commerciali.       La loro distinzione non dipende tanto dalle caratteristiche fisico-chimiche, quanto dalla loro provenienza (ad  esempio un imballaggio, può essere classificato urbano o speciale a seconda che provenga da un’abitazione o da uno stabilimento produttivo);

Considerato che   i rifiuti tossici possono  derivare da uso domestico ( ad esempio prodotti delle pulizie, batterie, cosmetici, prodotti di giardinaggio), ma anche da uso industriale, agricolo e commerciale (fertilizzanti chimici, pesticidi, prodotti sanitari e farmaceutici, rifiuti degli impianti di lavaggio a secco), e che tra i rifiuti speciali é compreso anche l’amianto;  

si chiede di conoscere:

1) a quale Ente Amministrativo é in carico l’obbligo di controllo sull’attivitá del termovalorizzatore, e tramite quali Soggetti;
2) quale sia il ruolo e conseguente responsabilitá in tema salute (e quindi in materia di fonti di inquinamento) del Comune capoluogo e dell’ Amministrazione Provinciale;
3) quante tonnellate di rifiuti siano state conferite al termovalorizzatore di Tecnoborgo  nell’anno 2011 e nel primo semestre 2012;
4) di questo quantitativo quante tonnellate siano da riferirsi a rifiuti urbani e a rifiuti speciali, rispettivamente nell’ anno 2011 e nel primo semestre 2012;
5) dei rifiuti trattati cosí suddivisi, quanti siano prodotti dal territorio piacentino e quanti da altri territori;
6)come viene effettuata la depurazione dei fumi e a quando risalgono i piú recenti interventi in questo senso;
7) come vengono effettuati i controlli sulle emissioni inquinanti rispettivamente in atmosfera e al suolo,  da quale soggetto, e con quale cadenza.;                                                                                  8) se sono disponibili aggiornati dati statistici e/o di ricerca  inerenti eventuali danni alla salute legati all’attività del Termovalorizzatore.

Filiberto Putzu, Consigliere del Comune di Piacenza       Piacenza, 16/09/2012

Motivo dell’urgenza : avere dati certi in merito all’attività del Termovalorizzatore sia per quanto da riferirsi allo smaltimento rifiuti, sia per i controlli sulle emissioni, sia sugli eventuali danni alla salute dei cittadini.