Calcioscommesse, Doni: \”Atalanta-Piacenza combinata, ma ho agito da solo\”

AGGIORNAMENTO – Che Cristiano Doni avesse scelto di parlare era evidente già dai primi 40 minuti di interrogatorio. Salvatore Pino, legale dell’attaccante ha comunque confermato che l’ex capitano dell’Atalanta ha deciso di collaborare con i giudici. Doni ha ammesso la combine di Atalanta-Piacenza, ma ha precisato di aver agito solo a titolo e livello personale, scommettendo sulla partita dopo aver avuto alcune “dritte”. Questi suggerimenti, però, ha negato di averli ricevuti dai cosiddetti zingari.

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Gervasoni vuota il sacco. Sarà risentito martedì 27 dicembre

Dopo mesi di silenzio e difese da parte della moglie che diceva di girare a testa alta e di credere alla buona fede del marito, ieri Gervasoni ha deciso di dare tutte le risposte possibili al gip di Cremona Guido Salvini e al procuratore Roberto Di Martino che stanno indagando sul nuovo capitolo dello scandalo calcio scommesse. L’ex difensore biancorosso avrebbe ammesso di aver combinato diverse partite e tra queste 3 del Piacenza. La madre di tutte le gare sotto inchiesta rimane Atalanta-Piacenza, del 19 marzo, quando un rigore fu provocato proprio da un colpo d’anca piuttosto vistoso del difensore. L’ ex calciatore, squalificato dalla Federcalcio, avrebbe anche parlato del coinvolgimento in diverse gare che interessano da vicino l’AlbinoLeffe, una delle prime squadre citate nell’ordinanza di custodia cautelare del gip Salvini su questo nuovo filone dell’inchiesta Last Bet. Sotto la lente d’ingrandimento ci sono, come dicevamo, tre gare del Piacenza. Oltre a quella già citata, desta sospetti la rimonta di Siena, dove i biancorossi rimontarono dal 2 a 0 al 3 a 2, la sconfitta interna con il Pescara, dove Gervasoni fu espulso per un inutile fallo di mano e il rocambolesco 3 a 3 con l’Albinoleffe, dove sul risultato furono giocate somme spropositate secondo le agenzie di scommesse. Gervasoni avrebbe parlato anche di partite truccate in molte altre occasioni, non solo del Piacenza, ma pure dell’AlbinoLeffe e del Mantova. Da segnalare che ieri uno dei legali del’ex biancorosso, ha ricevuto una telefonata con minacce di morte. L’accaduto è stato denunciato ai carabinieri. Il codifensore di Gervasoni, Guido Alleva, ha spiegato che la telefonata giunta allo studio del suo collega a Mantova conteneva esplicite minacce di morte perché l’avvocato Andreussi è appunto difensore di Carlo Gervasoni che l’anonimo telefonista ha indicato come responsabile delle sconfitte della compagine lombarda. La procura di Cremona ha deciso che martedì 27 dicembre risentirà Gervasoni che all’interrogatorio sarà accompagnato dai suoi legali.