Quarta corsia dell’A1, incontro in Provincia

Le opportunità e le problematiche derivanti dalla realizzazione di una quarta corsia dell’autostrada A1, nel tratto tra Piacenza e Modena, è stato al centro di un incontro, convocato dall’assessore provinciale ai Lavori Pubblici, Patrizia Calza, che si è svolto questa mattina, nella sala Garibaldi 1 della Provincia, alla presenza dei rappresentanti dei comuni di Piacenza, Pontenure, Cadeo e Alseno. Nell’ambito di un precedente incontro in Regione, si era deciso che le Province svolgessero un ruolo di coordinamento e sintesi delle proposte avanzate dai Comuni, ma anche di raccolta delle osservazioni presentate. La Provincia ha dunque convocato i Comuni per cominciare a condividere i temi da porre al confronto con la Regione e soprattutto con Anas e Autostrade, indicando innanzitutto le priorità definite dalla stessa amministrazione provinciale. "E’ nostra intenzione proporre un miglioramento dell’accessibilità alla rete autostradale – ha detto l’assessore Calza -. Inoltre, questo progetto sarà l’occasione per affrontare il discorso del secondo ponte sul Po. Infine, ma non ultimo per importanza, c’è il tema della via Emilia, che secondo le indicazioni della Provincia dovrebbe prevedere un ammodernamento della strada attuale, con tangenziali per i centri abitati, al fine di garantire il rispetto del territorio, tempi brevi di realizzazione, con conseguente risparmio delle risorse impiegate grazie alla possibilità di reperire fondi aggiuntivi sul territorio". I sindaci hanno quindi avanzato le loro istanze, che ora dovranno essere formalizzate, per poter essere portate al tavolo di confronto, con Anas, Autostrade e Regione, previsto entro la fine di dicembre. In particolare, i comuni hanno chiesto grande attenzione per le barriere antirumore, possibilità di accordi preventivi in materia di indennizzi per gli immobili (come già accaduto con la TAV) e miglioramenti alla viabilità dei territori coinvolti. Tutto questo perché Autostrade ha intenzione di predisporre il progetto preliminare entro l’inizio del nuovo anno e si vuole che lo stesso venga preventivamente condiviso tra gli Enti interessati. Subito dopo infatti potrà essere esaminato da Anas e autorizzato, con decreto ad hoc, da parte del Ministro  competente, senza necessità di passaggio al CIPE.

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